Otto pannelli, visivamente potenti, che raccontano il cammino di S. Pier Giorgio Frassati, i suoi gesti, il suo amore per “i poveri, suoi amici e padroni”.
DA DOMENICA 25 GENNAIO A DOMENICA 1 FEBBRAIO
nella chiesa parrocchiale di Ss Nome
Il pannello conclusivo della mostra, quello che più tocca il cuore, racconta proprio gli ultimi giorni di Pier Giorgio. E poi, il miracolo del funerale: Torino si ferma. Migliaia di persone affollano le strade, i tram si bloccano, i giovani portano la bara a spalle. Ma non per onorare un cognome (il padre Alfredo era senatore e fondatore del quotidiano La Stampa, ma Pier Giorgio ha sempre fatto una scelta di indipendenza e povertà). No. Sono lì per il suo nome: Pier Giorgio. Per il bene ricevuto, per la luce che ha acceso nei cuori. “Mentre avanzavamo in mezzo alla folla – scrive l’amico Marco Beltramo Ceppi – venne verso di noi un vecchio assistito, dal passo incerto, appoggiato a una bambina: con il gesto tremolante dei ciechi protese la mano fino a toccare il legno, segnandosi con un segno di croce…”. Migliaia di poveri aiutati da Pier Giorgio hanno raccontato la sua vita ai genitori che non la conoscevano.

